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Cari amiche e cari amici,

è un po' che non ci sentiamo; noi speriamo che stiate tutti bene e così anche le vostre famiglie.

 


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AI DIRIGENTI, AGLI INSEGNANTI E AI NON INSEGNANTI
SCUOLE ITALIANE

AI RAPPRESENTANTI DI
ENTI, UNIVERSITA', CENTRI DI RICERCA, AGENZIE, ASSOCIAZIONI, AZIENDE
LORO SEDI

Cari amiche e cari amici,

è un po' che non ci sentiamo; noi speriamo che stiate tutti bene e così anche le vostre famiglie.

Come da programma elaborato mesi fa, ieri avrebbe dovuto avere luogo la manifestazione FIUMI DI PRIMAVERA, Giornata Mondiale dell'Acqua 2020 a Mantova.

Abbiamo pensato aI molti di voi che avrebbero dovuto essere fisicamente con noi  ieri e ad altri che avrebbero potuto esserci vicini col pensiero, quando avremmo dovuto trovarci sul Lago, ciascuno impegnato a dare il meglio di sé per la realizzazione di un evento per il quale cinquecento persone circa si stavano preparando dallo scorso novembre e al quale altre duemila e cinquecento si sarebbero aggiunte per testimoniare il loro impegno per un uso sostenibile delle risorse naturali e dell'ambiente in generale. Abbiamo pensato a come sarebbe stata vissuta e partecipata questa manifestazione che scuole, enti, agenzie, aziende, associazioni e volontari  hanno sostenuto e reso più solida negli anni: sarebbe stata la più articolata e bella di sempre, con il meteo ancora una volta favorevole e con potenziali effetti indotti molto importanti, in particolare sullo sviluppo del GLOBE Program nel nostro paese e di alcune iniziative di carattere locale.

Abbiamo avvertito forte il rammarico per ciò che avrebbe potuto essere e non è stato, ma si è trattato di un sentimento momentaneo. Infatti subito dopo ce ne siamo un po' vergognati; in fondo, ciò che abbiamo perso è niente, se lo inquadriamo nello scenario tragicamente distopico di quello che sta succedendo.

Immaginiamo che anche voi, come lo siamo noi e le nostre famiglie, siate shoccati di fronte ad un evento che forse è esagerato definire apocalittico, ma che all'apocalisse, così come ce la siamo sempre prefigurata, si avvicina parecchio.

Siamo tutti messi a dura prova dalla progressiva limitazione delle nostre libertà, dalle costrizioni che ci vengono imposte dalla necessità di contenere il contagio; ma anche qui, i nostri disagi sono niente rispetto a quelli dei medici, degli infermieri, dei volontari del 118 e della Protezione Civile, delle persone in terapia intensiva, di quelle ricoverate in ospedale, perché infettate e terrorizzate di finirci, e rispetto al dolore di chi perde un familiare nella più completa solitudine e senza alcun conforto se lo vede sottrarre, sigillare in una bara e cremare o tumulare in tutta fretta, in qualche caso a centinaia di chilometri dalla propria abitazione.

Una cosa ci consola: anche se lascerà ferite molto profonde, questa pestilenza sanitaria, sociale ed economica prima o poi, si spera prima possibile, passerà o ricomparirà di tanto in tanto, ma in forme meno cruente, perché nel frattempo qualche contromisura l'avremo presa.

E una speranza ci sostiene: che il virus si porti via l'evasione fiscale, la corruzione e le varie mafie che drenano centinaia di miliardi di risorse pubbliche, nonché il clientelismo, il "baronismo", il parassitismo che infestano, ben più del virus, la vita pubblica e quella privata.

Perchè, con tutto quello che se ne potrebbe ricavare, potremmo sistemare tranquillamente la sanità pubblica, la scuola e l'università pubbliche, la ricerca pubblica, l'assistenza pubblica, i trasporti pubblici, insomma tutti i servizi pubblici e tutto il volontariato che sostiene il paese; potremmo attaccare il dissesto idrogeologico, l'inquinamento, la produzione di rifiuti, ricostruire con criteri antisismici le zone terremotate, ecc; potremmo attuare la transizione energetica e, più in  generale, la transizione ad una società sostenibile.

Forse è utopistico sperare che tutto questo si avveri, perché vorrebbe dire che finalmente la scienza, la competenza, la serietà,  l'onestà, la generosità, l'altruismo, l'ascolto, la tolleranza, la cooperazione, ecc. hanno avuto il sopravvento sui loro contrari.

Ma, nell' "ora più buia" non è illecito farlo, non è illecito sperare che i disinfettanti che vengono sversati nelle strade per sanificarle possano bonificare almeno un po' questo nostro paese così malato.

Non è mai illecito sperare.

Un abbraccio e un arrivederci, speriamo a presto, per le nostre attività di sempre e per quelle nuove in cantiere,

Sandro, Lorella, Maria Pia, Paola, Graziella, Michele, Fabio
Il TEAM di GLOBE Italia